Vetreria Roma Euroglass: Stoccaggio dei Vetri
La corretta conservazione del vetro in magazzino dipende in modo determinante dalle condizioni di stoccaggio. Quando il materiale viene accantonato in attesa di utilizzo o installazione, deve essere mantenuto in ambienti idonei, tali da prevenire fenomeni di degrado dovuti a diversi tipi di rischio.
Rischi principali
Rischi da evitare
Prescrizioni generali
Cavalletti
Imballaggi
Modalità di stoccaggio
Rischi principali
- Chimici: formazione di iridescenze provocate dall’azione dell’umidità.
Rischi da evitare
- Pioggia: caduta diretta sui vetri impilati.
- Condensa: variazioni dell’umidità relativa dell’aria dovute a cambiamenti di temperatura.
- Meccanici: danni superficiali o rotture.
Prescrizioni generali
- Dopo la consegna, l’imballaggio del vetro deve essere rimosso, ad eccezione dei depositi protetti da imballaggi con agenti disidratanti.
- I magazzini devono essere:
- coperti, chiusi e asciutti
- riscaldati durante la stagione fredda (temperatura minima 10 °C)
- aerati nelle giornate di bel tempo
- protetti da polvere esterna o abrasiva.
Cavalletti
- I cavalletti destinati allo stoccaggio devono avere una pendenza compresa tra 3° e 7° rispetto alla verticale.
- Devono essere rivestiti con materiale morbido (feltro o neoprene), in buone condizioni e privi di corpi estranei.
Imballaggi
- Le casse e gli imballaggi sono da considerarsi strumenti di trasporto, non di stoccaggio.
- Anche i locali devono essere mantenuti asciutti.
Modalità di stoccaggio
- I vetri devono essere collocati su cavalletti con intercalari (carta, dischetti di sughero, ecc.).
- Le pile devono avere dimensioni quanto più uniformi possibile e non superare i 30 cm di spessore.
Stoccaggio dei volumi di vetro
Stoccaggio dei prodotti di base con deposito
Principi generali:
- La base dei volumi deve poggiare correttamente sul materiale intercalare, così da garantire una inclinazione uniforme di tutti gli elementi.
- È necessario evitare di accatastare insieme prodotti di diversa tipologia.
- In generale, occorre assicurare una rotazione ottimale dei vetri stoccati, per preservarne la qualità nel tempo.
Stoccaggio dei prodotti di base con deposito
Principi generali:
- Tutti i tipi di vetro, se conservati in ambienti umidi, tendono a sviluppare macchie superficiali, che si manifestano come iridescenze o come una patina bianca lattiginosa.
- Questo fenomeno è particolarmente evidente nei vetri con deposito.
- conservazione in un’area asciutta e ben ventilata, per ridurre il rischio di condensa sulla superficie del vetro;
- protezione dalla pioggia e da qualsiasi forma di gocciolamento d’acqua.
Stoccaggio dei vetri con deposito
Stoccaggio dei prodotti trasformati
Movimentazione
La movimentazione dei vetri e dei relativi imballaggi deve rispettare le norme di sicurezza.
Pulizia e manutenzione
Durante la fase di costruzione
Modalità di pulizia
Pulizia post-cantiere
Norme di cura dei vetri
- I vetri non devono mai essere conservati all’aperto, nemmeno sotto una tenda.
- Devono essere protetti da forti variazioni di temperatura e da elevati livelli di umidità.
- È vietato immagazzinare vetri con deposito vicino a porte che danno sull’esterno.
- I vetri non devono restare esposti al sole all’interno del loro imballaggio, poiché ciò può causare rotture termiche.
Stoccaggio dei prodotti trasformati
- I vetri devono essere protetti da umidità, luce solare, polvere, spruzzi di cemento, lavorazioni di molatura e saldatura.
- Devono essere conservati in una zona piana e solida, lontano dalle aree di passaggio.
- Se stoccati all’aperto, devono essere coperti con teli traspiranti che permettano la circolazione dell’aria.
- Lo stoccaggio in pile sotto la luce solare deve essere evitato: provoca fratture termiche, soprattutto nei vetri colorati, isolanti e armati.
- L’accatastamento esterno può alterare la superficie del vetro impilato (effetto arcobaleno).
Movimentazione
La movimentazione dei vetri e dei relativi imballaggi deve rispettare le norme di sicurezza.
Pulizia e manutenzione
- La pulizia dei vetri assemblati in vetrate isolanti con deposito interno (faccia 2 o 3) è analoga a quella dei vetri normali.
- Le superfici con deposito (faccia 1 o 4 per isolanti, faccia 1 o 2 per vetri semplici) devono essere pulite con estrema cautela, per non danneggiare il rivestimento.
Durante la fase di costruzione
- I vetri devono essere protetti dopo la posa e per tutta la durata dei lavori, soprattutto da schizzi chimici e meccanici.
- È consigliato l’uso di un film in polietilene, che consenta ventilazione e prevenga rotture da shock termico.
- Prodotti corrosivi (calcestruzzo, intonaco, malta, materiali contenenti fluoro o acidi, schizzi di saldatura e levigatura del ferro) possono causare iridescenze o opacizzazione della superficie.
- Gli schizzi devono essere rimossi immediatamente.
- La pulizia deve avvenire subito dopo la posa e continuare fino alla consegna del cantiere.
Modalità di pulizia
- Lavare, sciacquare e asciugare il vetro.
- Utilizzare saponi delicati o detergenti neutri, seguiti da risciacquo con acqua pulita.
- L’acqua in eccesso deve essere rimossa immediatamente.
- Strumenti e spazzole devono essere privi di residui e non abrasivi.
- È vietato l’uso di detergenti abrasivi o prodotti contenenti sali di fluoro o acido fluoridrico.
- Macchie di grasso o olio devono essere eliminate con alcol isopropilico o acetone, evitando di espanderle.
- Dopo la pulizia con solventi, è obbligatorio un lavaggio con acqua e risciacquo.
Pulizia post-cantiere
- Dopo la costruzione, occorre una pulizia accurata: spruzzare acqua pulita per rimuovere polvere abrasiva e proseguire con manutenzione ordinaria.
- Gli strumenti non devono graffiare il vetro con deposito.
- L’impresa di pulizia deve verificare la compatibilità dei detergenti con i materiali della facciata.
Norme di cura dei vetri
- Il vetro correttamente posato non richiede precauzioni particolari.
- Può essere lavato con acqua pulita o con prodotti non alcalini disponibili sul mercato.
- Il proprietario deve garantire una pulizia regolare e corretta.
- È necessario controllare e, se serve, riparare guarnizioni e telai, sbloccare i fori di drenaggio e ventilazione, e individuare eventuali anomalie.
- La frequenza della pulizia dipende dall’ambiente esterno: in condizioni normali si raccomandano almeno due interventi all’anno.
- L’acqua deve essere pulita e non calcarea; i detergenti devono essere neutri e privi di fluoro o abrasivi.
- Dopo il lavaggio, l’intera superficie deve essere asciugata.
- Le guarnizioni elastomeriche devono essere controllate regolarmente e sostituite se necessario.
- Per le scanalature autodrenanti, verificare periodicamente che i fori non siano ostruiti.