Vetreria Roma Euroglass: Sistemi di Tenuta
Guarnizioni di tenuta
Mastici a base di olio di lino
Detti anche mastici da vetraio, sono composti da una miscela di gesso e olio di semi di lino, con eventuali additivi. Si induriscono per ossidazione lenta, risultando praticamente privi di plasticità. Il loro impiego è vietato con vetrate isolanti e vetri stratificati.
Mastici oleoplastici
Prodotti derivati da oli e materiali la cui composizione varia in base al produttore. Possono essere utilizzati per filettature e come guarnizioni.
Si distinguono in due classi:
Sigillanti a nastro
Si distinguono in:
Guarnizioni comprimibili
Guarnizioni con pelle impermeabile, comprimibili e impenetrabili (generalmente in polietilene, butile, policroprene o EPT – etilene-propilene-terpolimero). Non svolgono funzione di tenuta autonoma, ma, abbinati a un sigillante, delimitano la sezione e consentono la posa sotto pressione.
Profili elastomerici
Guarnizioni vulcanizzate, compatte e omogenee, solitamente in policloroprene. La tenuta è garantita dalla pressione di contatto tra le superfici del profilo e il vetro da un lato, e le pareti verticali della scanalatura dall’altro. Questa pressione deve essere limitata nelle vetrate isolanti.
Per vetrate doppie e stratificate, inserite in profili a forma di “U”, la scanalatura deve consentire la ventilazione e il drenaggio dell’acqua. Sono richiesti fori di drenaggio ogni 300 mm e un gioco minimo in sezione trasversale (≥ 3 mm) sotto i bordi del vetro, conformemente ai requisiti indicati nei capitoli precedenti.
Tipologie di guarnizioni
Mastici a base di olio di lino
Detti anche mastici da vetraio, sono composti da una miscela di gesso e olio di semi di lino, con eventuali additivi. Si induriscono per ossidazione lenta, risultando praticamente privi di plasticità. Il loro impiego è vietato con vetrate isolanti e vetri stratificati.
Mastici oleoplastici
Prodotti derivati da oli e materiali la cui composizione varia in base al produttore. Possono essere utilizzati per filettature e come guarnizioni.
Si distinguono in due classi:
- Classe A (mastici comuni): dopo 28 giorni possono deformarsi fino al 25% a 0,5 bar; richiedono tassellatura laterale.
- Classe B (mastici da officina): spesso impiegati senza tasselli laterali; non devono deformarsi oltre il 25% a 1 bar dopo 48 ore e il 5% a 0,3 bar dopo 28 giorni.
Sigillanti a nastro
Si distinguono in:
- Sigillanti elastomerici: sintetici, con recupero elastico fino al 70%. I più diffusi per lavori su specchi sono i siliconi, che richiedono un’accurata sgrassatura del vetro e del supporto, e talvolta l’uso di un primer per migliorare l’adesione.
- Sigillanti plastici: con recupero elastico inferiore al 70%. I più utilizzati sono i mastici acrilici in soluzione organica. L’aspetto finale dipende dalla qualità dell’applicazione.
Guarnizioni comprimibili
Guarnizioni con pelle impermeabile, comprimibili e impenetrabili (generalmente in polietilene, butile, policroprene o EPT – etilene-propilene-terpolimero). Non svolgono funzione di tenuta autonoma, ma, abbinati a un sigillante, delimitano la sezione e consentono la posa sotto pressione.
Profili elastomerici
Guarnizioni vulcanizzate, compatte e omogenee, solitamente in policloroprene. La tenuta è garantita dalla pressione di contatto tra le superfici del profilo e il vetro da un lato, e le pareti verticali della scanalatura dall’altro. Questa pressione deve essere limitata nelle vetrate isolanti.
Per vetrate doppie e stratificate, inserite in profili a forma di “U”, la scanalatura deve consentire la ventilazione e il drenaggio dell’acqua. Sono richiesti fori di drenaggio ogni 300 mm e un gioco minimo in sezione trasversale (≥ 3 mm) sotto i bordi del vetro, conformemente ai requisiti indicati nei capitoli precedenti.
Tipologie di guarnizioni
- Guarnizione principale: impermeabile, posizionata tra il profilo di battuta e il vetro.
- Guarnizione secondaria: impermeabile, posta tra il vetro e il fermavetro.
- Sistema misto: impiego di guarnizioni principali e secondarie di tipologia diversa.