Vetreria Roma Euroglass: Vetri di Sicurezza
La direttiva 92/59/CEE relativa alla sicurezza generale dei prodotti è stata recepita nell’ordinamento italiano attraverso il decreto legislativo n. 115 del 17 marzo 1995, successivamente confluito nel Codice del Consumo (D.Lgs. n. 206/2005) e integrato dalla legge 29 luglio 2003, n. 229.
Tali disposizioni impongono ai produttori l’obbligo di immettere sul mercato esclusivamente prodotti sicuri. In assenza di normative specifiche su una determinata tipologia di prodotto, la valutazione della sicurezza deve essere effettuata facendo riferimento alle norme tecniche emanate dagli organismi nazionali (come UNI) e ai codici di buona pratica, che rappresentano il livello minimo di sicurezza che il consumatore può ragionevolmente attendersi.
La norma UNI 7697 stabilisce quali tipologie di vetro devono essere impiegate nei casi in cui la rottura del materiale possa costituire un rischio per persone e/o cose.
Tali disposizioni impongono ai produttori l’obbligo di immettere sul mercato esclusivamente prodotti sicuri. In assenza di normative specifiche su una determinata tipologia di prodotto, la valutazione della sicurezza deve essere effettuata facendo riferimento alle norme tecniche emanate dagli organismi nazionali (come UNI) e ai codici di buona pratica, che rappresentano il livello minimo di sicurezza che il consumatore può ragionevolmente attendersi.
La norma UNI 7697 stabilisce quali tipologie di vetro devono essere impiegate nei casi in cui la rottura del materiale possa costituire un rischio per persone e/o cose.
UNI 7697 "Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie"
La norma UNI 7697, “Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie”, si applica a tutte le tipologie di edifici, siano essi residenziali, commerciali o pubblici. La norma non si applica ai casi già regolamentati da normative specifiche, quali:
Classificazione delle tipologie di vetrate
La UNI 7697 stabilisce criteri per classificare le diverse tipologie di vetrate, suddividendole in base a:
1. Posizione
2. Inclinazione
3. Accessibilità
4. Protezione
- vetri con caratteristiche di resistenza al fuoco;
- vetri con caratteristiche di resistenza alle esplosioni;
- cabine e porte di ascensori;
- cabine doccia e pareti doccia.
Classificazione delle tipologie di vetrate
La UNI 7697 stabilisce criteri per classificare le diverse tipologie di vetrate, suddividendole in base a:
1. Posizione
- Esterne: elementi collocati all’esterno o che separano un ambiente interno da uno esterno.
- Interne: elementi posti all’interno dell’edificio che separano due ambienti interni.
2. Inclinazione
- Verticali: angolo rispetto alla verticale ≤ ±15°.
- Orizzontali: angolo rispetto alla verticale > ±30°.
- Inclinate: angolo rispetto alla verticale > ±15° e ≤ ±30°.
3. Accessibilità
- Accessibili: superfici che possono essere raggiunte o toccate dalle persone.
- Non accessibili: superfici non raggiungibili dall’utenza.
4. Protezione
- Protette: sono stati adottati accorgimenti che eliminano in modo certo il rischio connesso alla rottura del vetro.
- Non protette: mancano gli accorgimenti di sicurezza sopra indicati.
Azioni e sollecitazioni che possono causare la rottura del vetro
La UNI 7697 individua le principali azioni che possono determinare la rottura di una lastra vetrata:
- Carichi dinamici: vento, affollamento, traffico pedonale, variazioni di pressione.
- Carichi statici: peso proprio, carichi permanenti, neve, pressione idrostatica (acquari, piscine).
- Urti: grandine, impatto accidentale.
- Vibrazioni.
- Torsioni dovute all’azionamento di parti apribili.
- Fatica dei materiali.
- Sollecitazioni sismiche.
- Urti da impatto umano (EN 12600).
- Atti intenzionali: vandalismo, effrazione (EN 356).
- Urti da proiettili (EN 1063).
- Incendi.
- Esplosioni (EN 13541).
Rischi associati alla rottura della lastraLa norma definisce i rischi che possono derivare dalla rottura del vetro:
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Tipologie di vetro di sicurezza e criteri di sceltaLa UNI 7697 indica le tipologie di vetro di sicurezza da utilizzare — vetro stratificato di sicurezza e vetro temprato di sicurezza — e definisce i criteri minimi da rispettare nelle applicazioni vetrarie, in conformità alle norme pertinenti:
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Nella progettazione è possibile adottare soluzioni differenti da quelle indicate, purché garantiscano un livello di sicurezza non inferiore a quello previsto dalla norma.
Una volta individuata la tipologia di vetro idonea all’applicazione, si procede alla definizione dello spessore necessario a sopportare carichi e sovraccarichi, mediante metodi di calcolo conformi alle norme tecniche applicabili.
Una volta individuata la tipologia di vetro idonea all’applicazione, si procede alla definizione dello spessore necessario a sopportare carichi e sovraccarichi, mediante metodi di calcolo conformi alle norme tecniche applicabili.
EN 12600 "Prova del pendolo - Metodo della prova di impatto e classificazione per il vetro piano"
La norma stabilisce i criteri per valutare la resistenza e la modalità di rottura di una lastra di vetro — (a) vetro ricotto, (b) vetro stratificato, (c) vetro temperato — quando viene colpita da un corpo molle che simula l’impatto di una persona. Lo scopo della prova è classificare le lastre in funzione:
Modalità di prova
La prova consiste nel sottoporre quattro provini di dimensioni 876 × 1938 mm, intelaiati sui quattro lati, all’impatto dell’impattatore lasciato cadere da diverse altezze.
La prova è superata quando nessuna delle quattro lastre presenta aperture o fessurazioni tali da consentire il passaggio di una sfera del diametro di 76 mm.
- del rischio di provocare ferite da taglio;
- della capacità di contenimento, cioè la resistenza all’attraversamento della lastra.
Modalità di prova
La prova consiste nel sottoporre quattro provini di dimensioni 876 × 1938 mm, intelaiati sui quattro lati, all’impatto dell’impattatore lasciato cadere da diverse altezze.
La prova è superata quando nessuna delle quattro lastre presenta aperture o fessurazioni tali da consentire il passaggio di una sfera del diametro di 76 mm.
Criteri di classificazione
La classificazione viene effettuata sulla base:
A – Altezza di caduta dell’impattatore
B – Modalità di rottura
Y – Altezza massima superataIndica l’altezza massima da cui il provino:
Classi più comuni
Secondo la UNI 7697, le classi più frequentemente utilizzate sono:
- dell’altezza di caduta dell’impattatore;
- della modalità di rottura della lastra.
A – Altezza di caduta dell’impattatore
- 3 → 190 mm
- 2 → 450 mm
- 1 → 1200 mm
B – Modalità di rottura
- A → vetro ricotto
- B → vetro stratificato di sicurezza
- C → vetro temperato di sicurezza
Y – Altezza massima superataIndica l’altezza massima da cui il provino:
- non si rompe, oppure
- si rompe in modo conforme ai requisiti della norma.
Classi più comuni
Secondo la UNI 7697, le classi più frequentemente utilizzate sono:
- 1B1
- 2B2
- 1C2
- 1C3
EN 356 "Prove e classificazione di resistenza contro l'attacco manuale"
La norma EN 356 valuta le prestazioni dei vetri di sicurezza comunemente conosciuti come vetri antieffrazione. Poiché non esiste una prova in grado di riprodurre fedelmente tutte le modalità con cui un malintenzionato può attaccare una vetrata, la norma adotta due differenti metodi di prova, finalizzati a definire:
Classificazione “antivandalismo”
Per la classificazione antivandalismo, il vetro viene valutato in base alla sua resistenza all’impatto di sfere d’acciaio:
- le classi di resistenza al vandalismo,
- le classi di resistenza all’effrazione.
Classificazione “antivandalismo”
Per la classificazione antivandalismo, il vetro viene valutato in base alla sua resistenza all’impatto di sfere d’acciaio:
- diametro: 10 cm
- massa: 4,1 kg
Classi Prestazionali:
Classe P1A |
Altezza di caduta 150 cm, tre impatti. |
Classe P2A |
Altezza di caduta 300 cm, tre impatti. |
Classe P3A |
Altezza di caduta 600 cm, tre impatti. |
Classe P4A |
Altezza di caduta 900 cm, tre impatti. |
Classe P5A |
Altezza di caduta 900 cm, nove impatti. |
Anti-effrazione
Per la classificazione antieffrazione, la norma EN 356 valuta la capacità del vetro di resistere a un’aggressione intenzionale eseguita con colpi ripetuti di mazza o ascia del peso di circa 2 kg.
La classe di resistenza viene determinata in base al numero di colpi necessari per aprire nella lastra un varco di 40 × 40 cm. La norma prevede un minimo di 12 colpi per le classi più basse, con un numero crescente di impatti richiesti per le classi superiori.
La classe di resistenza viene determinata in base al numero di colpi necessari per aprire nella lastra un varco di 40 × 40 cm. La norma prevede un minimo di 12 colpi per le classi più basse, con un numero crescente di impatti richiesti per le classi superiori.
Classi Prestazionali:
Classe P6B |
Minimo 12 colpi di mazza e da 30 a 50 colpi di ascia |
Classe P7B |
Minimo 12 colpi di mazza e da 51 a 70 colpi di ascia |
Classe P8B |
Minimo 12 colpi di mazza e oltre 70 colpi di ascia |
EN 1063 "Classificazione e prove di resistenza ai proiettili"
Il vetro viene classificato anche in base alla sua capacità di resistere all’impatto di proiettili sparati perpendicolarmente alla superficie della lastra.
La prova è considerata superata quando nessuno dei proiettili riesce a perforare completamente i provini sottoposti al test.
La classe di resistenza indica quale combinazione arma/munizionamento il vetro è in grado di contrastare senza essere attraversato.
La prova è considerata superata quando nessuno dei proiettili riesce a perforare completamente i provini sottoposti al test.
La classe di resistenza indica quale combinazione arma/munizionamento il vetro è in grado di contrastare senza essere attraversato.
Classi EN |
Arma |
Calibro |
Prova |
Distanza Impatti |
BR1 |
Fucile |
0.22 LR |
3 colpi - triangolo equilatero |
120 mm |
BR2 |
Pistola |
9 mm Luger |
3 colpi - triangolo equilatero |
120 mm |
BR3 |
Pistola |
0.357 Magnum |
3 colpi - triangolo equilatero |
120 mm |
BR4 |
Pistola |
0.44 Rem. Magnum |
3 colpi - triangolo equilatero |
120 mm |
BR5 |
Fucile |
5.56 x 45 |
3 colpi - triangolo equilatero |
120 mm |
BR6 |
Fucile |
Fal 7,62 x 51 SC |
3 colpi - triangolo equilatero |
120 mm |
BR7 |
Fucile |
Fal 7,62 x 51 HC1 |
3 colpi - triangolo equilatero |
120 mm |
SG1 |
Fucile da Caccia |
12/70 Brenneke |
1 colpo |
- |
SG2 |
Fucile da Caccia |
12/70 Brenneke |
3 colpi - triangolo equilatero |
125 mm |